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Otome wa Boku ni Koishiteru

Otome wa Boku ni Koishiteru è forse uno dei titoli più particolari del 2006. Conclusosi da poco, racconta - in 13 episodi - la storia di Mizuho, un ragazzo all'apparenza normale segnato però da un "destino" alquanto bizzarro. Premettendo che l'anime è stato tratto da un videogioco del tipo visual novel (per intenderci, i classici videogiochi giapponesi che scivolano spesso nell'ecchi), non stupisce la natura sfrontata di quello che è stato spacciato spesse volte per uno yuri, pur essendo poi in realtà un crossdressing. Tuttavia, esistono delle motivazioni che ci hanno spinto ad inserire Otome wa Boku nella sezione dedicata agli shoujo-ai.
Andando con ordine, alla morte del nonno, Mizuho si trova costretto a frequentare una scuola femminile perché questo recitano le deposizioni testamentarie lasciate dal vegliardo. Sebbene in principio le motivazioni di questa scelta risultino oscure, Mizuho si piega al suo destino e inizia a frequentare l'istituto, stringendo delle relazioni più o meno importanti con le altre ragazze, quasi tutte ignare della sua vera natura. Grazie al suo carattere, ben presto il ragazzo diventa un vero e proprio idolo della scuola, ma deve misurarsi con la presidentessa del consiglio studentesco, Takako, che incarna la figura tipica della ragazza giapponese ligia ai doveri e alle tradizioni.
In questi primi tratti, Otome si rivela chiaramente come l'ennesima brutta copia di Marimite, per di più all'insegna del crossdressing, ma recupera dal punto di vista yuri quando proprio l'indegerrima Takako inizia a provare qualcosa di particolare nei confronti di Mizuho, che continua a credere una ragazza. E' proprio grazie ai sentimenti di Takako - e alla miriade di relazioni più o meno canon che circondano i protagonisti, sebbene esclusivamente in maniera secondaria - che Otome wa Boku si merita uno spazio fra i titoli prettamente shoujo-ai, rappresentando, come già altri prima di lui, l'ennesimo titolo costruito intorno ai rapporti onee-sama/moekko.
Lo Staff
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