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Shiroi Heya no Futari

Shiroi Heya no Futari non è di sicuro uno dei titolo più conosciuti nel mondo degli yuri e degli shoujo-ai, eppure la valenza storica di questo manga non può, in alcun modo, essere sottovalutata: nato in ambienti chiaramente shoujo, è il primo vero yuri, una vera e propria pietra miliare, un titolo che ha fatto la storia.
Pubblicato per la prima volta nel 1971, dall'autrice Ryoko Yamagishi, tratta per la prima volta di un tema così delicato come quello dell'omosessualità femminile. Ovviamente, risente di tutte le pressioni del tempo e la stessa storia è destinata ad un epilogo tragico, sebbene il finale in parte aperto lasci intendere un "futuro" ben preciso per la protagonista di Shiroi Heya no Futari.
Il manga viene più volte, inevitabilmente, associato a Versailles no Bara, sebbene a livello di trama i due lavori siano totalmente differenti. Gli accostamenti nascono tuttavia da due considerazioni che vanno quanto meno riportate. La prima riguarda l'autrice, Ryoko Yamagishi appunto. La mangaka, originaria dell'Hokkaido, viene spesso associata alla quasi omonima Riyoko Ikeda ed infatti entrambe le autrici fanno parte di una restritta elite di mangaka, passate alla storia con il nome di "Gruppo 24": artiste nate nell'anno 24 dell'era Shōwa, corrispondente all'anno 1949, e che hanno rivoluzionato il mondo dei manga, introducendo per la prima volta il concetto di shoujo scritto da donne, per donne. La seconda ragione per cui Shiroi Heya no Futari viene spesso paragonato a Lady Oscar consiste nel fatto che entrambi i manga trattato temi estremamente delicati e "rivoluzionari": l'omosessualità esplicita, da un lato, l'ambiguità del travestitismo dall'altro.
In definitiva, Shiroi Heya no Futari rimane comunque un manga da conoscere, se non altro con il senno di poi, per non dimenticare le radici del genere e gli enormi passi avanti che sono stati fatti in questi ultimi quarant'anni.
Nelle pagine seguenti, come al solito, troverete il riassunto della storia e gli approfondimenti sulla componente shoujo ai. Buona lettura,
Lo Staff
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