Benigni restituisce dignità all'Italietta bigotta di Povia e scrive la storia
Mi arrendo all'idea che per stanotte il video non farà la sua comparsa su youtube, ci sarà da pazientare fino a domani e forse qualche giorno ancora, temo.
Tralascio ogni forma di commento, mi limito a poche parole. Non sono una sua fan accanita, lo ritengo un grande attore e un grande personaggio, ma una cosa è sicura: quando Benigni parla, l'Italia ascolta.
Stasera, dopo i soliti 15 minuti di satira politica, Benigni ha richiamato platea e galleria al silenzio. Poi ha iniziato uno dei discorsi più toccanti degli ultimi anni. Non mi va di scopiazzarlo da un giornale on line, tanto domani se ne parlerà a non finire, ma alcune cose mi sono rimaste dentro. Sentirgli ricordare quanto l'umanità deve agli omosessuali, che è l'amore che ci da dignità e rassicurazione, più di ogni altra cosa, più della fede, che nell'omosessualità non c'è peccato - il peccato è nella stupidità umana - che milioni di omosessuali sono stati detenuti, torturati, poi uccisi per il semplice peccato di aver amato - come un eterosessuale uomo può amare una donna e viceversa - e soprattutto sentirgli decantare, emozionato com'era, quella lettera che mi vergogno di ammettere che non conoscevo, lettera di uno dei più grandi poeti dell'Inghilterra del suo tempo...
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Quanto a te (grazioso ragazzo dal cuore degno di un Cristo), quanto a te, ti prego, non appena avrai fatto tutto quello che puoi fare, parti per l'Italia e riconquista la tua calma, e componi quelle belle poesie che sai fare tu, con quella grazia così strana. Non esporti all'Inghilterra per nessuna ragione al mondo.
(Oscar Wilde)
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e poi soprattutto la timida standing ovation, partita da Grillini, ma che ben presto ha contagiato tutto l'Ariston...
Raramente mi trovo senza parole. Una cosa però la so: grazie, grazie Povia. Grazie a te e a tutti quelli come te che stanno cercando di demonizzarci, perché più fango cercherete di buttarci addosso, più santi sorgeranno dal popolo per rispondere alla vostra mediocrità con la loro grandezza d'animo.
Haru
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