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:: Natsuki's Prelude

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Natsuki's Prelude - Capitolo 2


Parte 1


"... 'Primo Distretto', dici? E' così che si chiamano?"
"Sì. Anche se non è dato sapere se sia il loro nome ufficiale o un semplice alias… ma è così che loro stessi si definiscono."
Dagli eventi del doposcuola erano passate alcune ore. Natsuki era seduta al bancone di un bar chiamato 'Rohrschach', nel distretto commerciale di una delle città vicine alla scuola, Tsukimori.
"Primo Distretto..."
Natsuki ripetè quelle parole, cercando di smorzare l'entusiasmo della sua voce.
A partire dalla notte in cui sua madre era morta, nel suo cuore c'era stato posto solo per la sete di vendetta nei confronti di coloro che gliel'avevano strappata via, nient'altro. In nome di quel desiderio aveva dimenticato persino sè stessa, seguendo ogni traccia, mettendosi alla caccia di ogni organizzazione che fosse collegata a sua madre.
Però, a dire la verità, sapeva che semplice studentessa delle medie non poteva fare nulla. Era stato assurdo catapultarsi in circostanze così pericolose, e nonostante quello non riuscire a scovare il nucleo dell'organizzazione. Ecco perché Natsuki si era sempre sentita tormentata da un sentimento d'impotenza.
Ma era arrivata la sua possibilità. Natsuki aveva conosciuto quest'uomo, che ora stava seduto al bancone all'unica altra sedia occupata.
Quell'uomo si chiamava Yamada.

Le sue origini erano sconosciute. Anche il nome, Yamada, era probabilmente falso. A prima vista non sembrava neanche giapponese, e si vociferava che originariamente fosse un comune operaio proveniente da un altro stato. Ma a Natsuki tutto ciò non importava.
Yamada era piuttosto conosciuto nei bassifondi, e non appena i due si furono accordati per il prezzo, non si preoccupò poi troppo della legalità delle informazioni o delle armi che stava mettendo nelle mani di Natsuki. E questo per lei era abbastanza.
Per dirla tutta, era stato lui a venderle il nome dell'organizzazione di cui lei, sino a quel giorno, aveva persino dubitato della sola esistenza.
- Primo Distretto... È questo il nome dell'organizzazione che ha prima usato e poi ucciso mia madre...?
Era così strano, prima i suoi nemici erano stati distanti, fuori portata come le nuvole, ma adesso, una volta ricevuto quel nome, avevano iniziato a prendere la forma di una presenza vera e propria.
Non avvertendo l'agitazione nascosta di Natsuki, Yamada continuò, disinteressato.
"Un gruppo piuttosto pericoloso. Se non fai attenzione, potresti trovarti contro l'intera nazione."
"L'intera nazione?"
"Esatto. Ci sono indizi secondo i quali pare si siano infiltrati persino nel governo. Anche se questa è solo una mia sensazione."
"..."
Determinato il fatto che nonostante i disperati appelli di Natsuki la morte di sua madre era stata fatta passare come un semplice incidente, lei stessa era già arrivata ad immaginare qualcosa del genere.
Quindi, come pensavo...
Nonostante ciò, Natsuki decise di bluffare, e sorrise.
"La cosa si fa interessante. Posso finalmente trovarli."
"Divertente..."
Yamada, che raramente cambiava espressione, sollevò gli angoli delle labbra in un accenno di sorriso.
Poi, mettendo sul tavolo una nuova carta, prese di nuovo la parola.
"Il potere di materializzare dal nulla oggetti di ordine superiore. Ne hai mai sentito parlare prima?"
Quel termine fece ghiacciare il sangue nelle vene a Natsuki. Il potere di materializzare dal nulla oggetti di ordine superiore. La materia di ricerca di sua madre in quel luogo, non era chiamata allo stesso modo...?
"Highly-advanced Materalising Equipment, in breve 'HiME'. E' questo ciò che quei furfanti stanno cercando, persone che possiedano quell'abilità."
- 'Hime'...?
C'erano state volte in cui sua madre, e anche quegli uomini dell'istituto vestiti di nero, l'aveva chiamata 'principessa'.
In realtà, quando Natsuki era nata in agosto, sua madre avrebbe voluto chiamarla 'Principessa d'Estate'. Ma, seguendo le preferenze di suo padre, per scrivere il suo nome avevano usato i caratteri Hiragana.
Eppure, a volte, lei la chiamava ancora 'mia principessa'.
Ma a quei tempi, comunque, aveva pensato che fosse solo un vezzeggiativo.
"Quella gente sta raccogliendo le persone con quel potere presso il Fuuka Gakuen - lo sai, quella scuola per ricchi nella città vicina?
" - !"
Sentendo il nome della sua scuola, pronunciato da Yamada, Natsuki non potè nascondere il suo disagio e replicò prontamente.
"'Potere', dici. Che tipo di potere, esattamente?"
"Chissà... le mie indagini non sono ancora giunte così a fondo."
"Capisco. Allora, per favore continua ad investigare."
Natsuki estrasse una busta dalla giacca e la lasciò scivolare davanti a Yamada. Ma Yamada non la prese, fermandosi invece ad osservarla per qualche istante, esitante. Quindi schiuse le labbra per farle una domanda - strana cosa da parte sua, una volta fuori dal lavoro.
"Non dovrei fare troppe domande sulle circostanze in cui si trovano i miei clienti, ma… per favore, lascia che ti chieda una cosa."
"Cosa?"
"Sei una ragazza giovane. Perché stai rincorrendo una simile organizzazione? Questo non è un gioco adatto a studenti delle medie, questi non sono nemici con i quali si può giocare."
"......"
"Un solo errore contro di loro, e ti annienteranno. Non sottovalutarli, ok?"
Yamada agitò leggermente il bicchiere che reggeva in mano.
I cubetti di ghiaccio, non ancora del tutto sciolti, si scontrarono fra loro con un suono leggero.
"Non importa. Vivo per questo obiettivo. Li scoverò e li abbatterò, non importa quanto mi dovesse costare."
Il tono della sua voce era pesante e greve.
Yamada guardò negli occhi di Natsuki, deglutendo appena. In quello sguardo risplendeva una luce spaventosa, pura nella sua intensità. Come Yamada stesso aveva scoperto tanto tempo prima, quando era stato educato per servire il suo paese, quella era la luce di un credo cieco; così folle, eppure così raggiante...
Una giovane ragazza da tenere in conto. E che avrebbe potuto essere molto pericolosa...
Avvertendo il suo sguardo, Yamada raccolse la busta e se la mise in tasca.
"Ti contatterò quando avrò nuove informazioni."
"...Ricevuto."







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