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:: Natsuki's Prelude

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Natsuki's Prelude - Capitolo 3


Parte 2


L'atmosfera notturna del campus era lugubre.
Avendo lasciato scivolare via il quotidiano trambusto delle attività degli studenti, l'oscurità e la quiete della notte sembravano ancora più cupi, e davano un senso di oppressione soffocante.
Di solito Natsuki, che non rifletteva mai troppo sull'accademia, non se ne preoccupava - ma comunque, la scuola immersa nell'oscurità notturna aveva iniziato a darle sensazioni sinistre.
Distanti dal luogo dove erano siti i dormitori degli studenti, il prete e la preside risiedevano rispettivamente l'uno nella chiesa della scuola, e l'altra al piano superiore della propria residenza, in modo tale da dominare l'intero campus.
Quindi il luogo non era completamente deserto. Comunque, circondata da tutti i lati dal mare e dalle montagne, l'immensa area che apparteneva al Fuuka Gakuen era, come ci si poteva aspettare, un posto poco frequentato - o forse qualcuno avrebbe dovuto dire che non era un luogo dove ci fosse grande vita.
- E sia ...
Guardando il Palazzo di Cristallo - la sala d'ingresso della scuola, così chiamata a causa del suo design e perché la sua intera superficie era costituita da specchi, - mentre era illuminato dal chiaro di luna e risplendeva meravigliosamente, sebbene sempre in maniera quasi sovrannaturale, Natsuki si chiese come agire.
In qualche modo, sebbene scivolare all'interno della scuola fosse stato facile, non c'era nulla che si distinguesse abbastanza da fornirle un qualunque indizio.
Non era propensa a credere alle recenti voci su mostri e fantasmi, ritenendo che tutte quelle cose fossero da collegarsi alla fama della scuola.
Soltanto la voce circa i cani randagi, stranamente, era scivolata fin dentro il suo cuore, ma non aveva idea di come ciò potesse essere connesso con il Primo Distretto o con il termine 'Hime'.
"Comunque, perché non vado a prendere gli appunti di Higurashi innanzitutto..."
Mormorando fra sé, Natsuki distolse lo sguardo dal Palazzo di Cristallo, ma in quel momento -
- Roaaaaaaar!! -
Un prolungato, tagliente ruggito attraversò il silenzio del Fuuka.
- Un cane randagio? Ma...
Quel grido distante echeggiò a lungo, come se senza fine, troppo strano per essere il latrato di un cane randagio - come se destinato a non spegnersi mai, tale era l'eco che portava con sé.
Il cuore di Natsuki iniziò a battere velocemente.
- Così caldo...
Aveva iniziato a sentire uno strano calore dentro di sé. Sì, doveva essere vicino a quello strano segno che Natsuki aveva avuto sin dalla nascita...
- Roooooooaar -
Ancora, quell'ululato distante.
Risuonò più vicino e forte di prima.
- Ma che... perché il mio corpo è... così caldo?
Proprio in quel momento -
"Salve! E' un piacere incontrarti, Natsuki-chan."
A quella voce improvvisa, Natsuki prontamente si guardò intorno.
Al di là di ogni sorta di buonsenso, il suo proprietario sostava in piedi sul tetto del Palazzo di Cristallo.
"E tu chi diavolo saresti!?"
"Il mio nome è Nagi. Homura Nagi. Lieto di fare la tua conoscenza."
Un ragazzo dai capelli bianchi, nell'uniforme delle medie. Le sue labbra erano curvate verso l'alto, come se si stesse divertendo da morire, e i suoi occhi socchiusi erano inquietanti.
"Finalmente, ci incontriamo. Ho sempre vegliato su di te dalla distanza, non ti rende felice saperlo? Ma, lo sai, stai lavorando così duro per riuscire a scoprire ogni cosa... uno sforzo davvero inutile, ho sempre pensato."
"Inutile!?"
" Si. Perché, quando il tempo verrà, tu comprenderai ogni cosa. Chi sei... che cosa sono le Hime..."
" - !!"
Guardando in basso, verso una Natsuki davvero sorpresa, il ragazzo che si era presentato come Nagi puntò dritto col dito verso uno spicchio di cielo. In alto c'era la luna - e la stella rossa.
"Quella stella rossa... vedi, è chiamata la stella delle Hime? E le ragazze che possono vederla, ebbene quelle sono le Hime. Inoltre, è da qualche parte sul tuo corpo, non è così? Un marchio di questa forma - il segno delle Hime."
Il ragazzo disegnò una figura con il dito.
Le linee che tracciò in aria formarono lo stesso disegno - ma stavano risplendendo nel buio, silenziosamente?
"Quello è..."
Istintivamente, Natsuki premette sul suo marchio, che pulsava con uno spaventoso calore, persino più di prima. La figura che il ragazzo aveva disegnato era esattamente lo stesso del simbolo che aveva avuto sin dalla nascita.
"Uhuh... sorpresa? Ma la vera sorpresa ti sta ancora aspettando.
- Bene allora, iniziamo. Il tuo child... no, il tuo Child ti sta chiamando..."







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